L’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria (AISS) esprime piena solidarietà all’addetto alla sicurezza aggredito domenica pomeriggio nel supermercato Carrefour di via Torino, a Milano, mentre cercava di impedire l’ingresso a un gruppo di giovani che, dopo aver sfondato le vetrine, ha saccheggiato gli scaffali di alcolici e devastato gli arredi del punto vendita.
L’episodio si inserisce in due giornate di violenza che hanno colpito il centro di Milano, tra piazza Duomo, via Torino e corso Vittorio Emanuele. Secondo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sono 271 le persone accompagnate in Questura, di cui 220 minorenni, con 32 arresti e 14 operatori delle forze di polizia feriti. AISS esprime vicinanza anche agli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale rimasti feriti.
“Quell’operatore ha fatto il suo dovere, da solo, contro un gruppo organizzato e violento”, dichiara Franco Cecconi presidente di AISS. “È l’ennesima dimostrazione che il personale della sicurezza privata impiegato negli esercizi commerciali è ormai in prima linea, ma senza tutele, strumenti e procedure adeguate a fronteggiare episodi che sono di vero e proprio ordine pubblico.”
AISS ribadisce che la sicurezza sussidiaria non sostituisce le Forze dell’Ordine e non deve farlo. Proprio per questo chiede che il ruolo degli operatori sia definito con chiarezza e protetto. In particolare, l’Associazione propone:
- Tutela penale rafforzata per le aggressioni al personale di sicurezza privata in servizio, analoga a quella prevista per altre categorie esposte.
- Protocolli operativi condivisi tra Prefetture, Questure, aziende della grande distribuzione e istituti di vigilanza per la gestione delle situazioni di disordine urbano, con allerta tempestiva agli esercizi nelle zone a rischio, chiusura preventiva dei punti vendita e priorità alla tutela dell’incolumità del personale.
- Formazione specifica e obbligatoria su gestione dei conflitti, de-escalation e comportamento in caso di assalto di gruppo.
“La presenza di così tanti minorenni tra i responsabili”, conclude Cecconi, “impone una riflessione che va oltre la repressione e coinvolge famiglie, scuole e istituzioni. Nel frattempo, chi lavora per la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori del commercio merita rispetto e protezione.”
AISS si rende disponibile a un confronto con il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Milano e le associazioni della distribuzione per definire misure concrete.