Sicurezza nei locali di pubblico spettacolo: AISS chiede un incontro al Ministro Piantedosi per un approccio integrato safety-security
L’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria ha preso visione della direttiva emanata dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in materia di controlli di sicurezza dei pubblici esercizi e delle attività di intrattenimento e pubblico spettacolo.
La nostra Associazione esprime sincero apprezzamento per la tempestività con cui il Viminale ha inteso rispondere alla tragedia di Crans-Montana, che nella notte di Capodanno ha strappato alla vita quaranta giovani, tra cui sei nostri connazionali. Un evento che ha scosso profondamente l’opinione pubblica europea e che impone una riflessione seria sugli standard di sicurezza nei luoghi di aggregazione.
Il sistema italiano di prevenzione, come giustamente ricordato nella direttiva ministeriale, rappresenta un modello di riferimento a livello internazionale. Tuttavia, riteniamo doveroso sottoporre all’attenzione del Ministro alcune considerazioni che nascono dall’esperienza quotidiana dei nostri associati.
La direttiva affronta con rigore gli aspetti di prevenzione incendi, gestione dell’esodo, conformità strutturale e rispetto delle capienze autorizzate. Si tratta di profili essenziali, che tuttavia costituiscono solo una parte del più ampio quadro della sicurezza nei locali di pubblico spettacolo.
Nei contesti di intrattenimento, la gestione operativa della sicurezza , controllo degli accessi, sorveglianza delle aree, coordinamento del deflusso del pubblico, primo intervento in situazioni di criticità, è frequentemente affidata a personale delle agenzie autorizzate ai sensi dell’articolo 134 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
Constatiamo che la direttiva non contiene riferimenti a questi servizi né prevede il coinvolgimento delle associazioni di categoria del comparto nelle riunioni dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica che i Prefetti sono chiamati a convocare.
Tale circostanza desta preoccupazione. Non è pensabile affrontare il tema della sicurezza nei luoghi di aggregazione separando artificiosamente la componente antincendio dalla componente di sicurezza operativa. Le due dimensioni sono strettamente interconnesse: il personale di sicurezza (Addetti ai Servizi di Controllo) è spesso il primo a intervenire in caso di emergenza, a gestire il panico, a indirizzare il pubblico verso le uscite, a segnalare situazioni anomale.
Peraltro, l’intensificazione dei controlli annunciata dal Ministero rappresenta un’occasione preziosa per contrastare una piaga che affligge il settore: l’impiego di personale non qualificato in funzioni di sicurezza. Volontari improvvisati, addetti privi di formazione, soggetti sprovvisti delle autorizzazioni di legge vengono talvolta utilizzati in sostituzione degli operatori di sicurezza privata, con grave pregiudizio per l’incolumità dei cittadini e in aperta violazione della normativa vigente.
Alla luce di queste considerazioni, l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria chiede formalmente al Ministro dell’Interno di voler concedere un incontro ai propri rappresentanti, al fine di illustrare nel dettaglio le criticità riscontrate e formulare proposte concrete per un approccio integrato alla sicurezza dei locali di pubblico spettacolo.
Siamo convinti che solo attraverso il dialogo tra Istituzioni e rappresentanze qualificate del settore sia possibile costruire un sistema di tutela realmente efficace, che non si limiti agli adempimenti formali ma garantisca una protezione sostanziale dei cittadini.
La memoria delle vittime di Crans-Montana ci impone questo impegno.