AISS – Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria

Nella tragica notte di Capodanno che ha sconvolto Crans-Montana, tra le 40 vittime dell’incendio del locale “Le Constellation” c’è un nome che merita di essere ricordato in modo particolare: Stefan Ivanović, 31 anni, serbo-svizzero, addetto alla sicurezza del locale. Stefan viveva a Crans-Montana da vent’anni. Quella sera era al suo posto, all’ingresso,  da solo senza un collega che potesse supportarlo, quando poco dopo l’1:30 del 1° gennaio le scintille di una candela pirotecnica hanno innescato l’inferno. Avrebbe potuto mettersi in salvo immediatamente. Ha scelto di non farlo. Quando i primi clienti lo hanno avvertito dell’incendio, è entrato nel locale e ha spinto fuori alcuni adolescenti, poi è tornato dentro per cercarne altri. Una testimone francese, tra le prime a uscire, lo ha visto precipitarsi all’interno nonostante il suo avvertimento. Non è più rientrato.

La sua famiglia ha sperato a lungo che fosse sopravvissuto: il suo telefono cellulare risultava raggiungibile anche dopo l’incendio. La conferma della sua morte è arrivata solo attraverso l’analisi del DNA.

Il valore della professionalità nella sicurezza

La storia di Stefan Ivanović rappresenta l’essenza più nobile della professione dell’operatore della sicurezza. Non un semplice controllore all’ingresso, ma un professionista che ha interiorizzato il senso più profondo del proprio ruolo: proteggere le persone.

In quei drammatici minuti, Stefan ha dimostrato che la sicurezza non è solo controllo degli accessi, verifica dei documenti o gestione degli assembramenti. È, prima di tutto, assunzione di responsabilità verso chi si trova sotto la propria tutela. Un principio che AISS promuove da sempre nella formazione e nella valorizzazione degli operatori della sicurezza sussidiaria.

Un sacrificio che interroga il settore

La tragedia di Crans-Montana, con i suoi 40 morti e oltre 100 feriti, solleva interrogativi pesanti sulle misure di sicurezza antincendio nei locali notturni. Le indagini delle autorità svizzere stanno esaminando i materiali del controsoffitto, la capienza effettiva del locale e l’adeguatezza delle uscite di emergenza.

Ma la figura di Stefan ci ricorda anche un altro aspetto, spesso trascurato: gli addetti alla sicurezza sono la prima linea di intervento in caso di emergenza. Sono loro che, nella confusione del panico, devono guidare, rassicurare, agire. E per farlo efficacemente servono formazione adeguata, protocolli chiari, dignità professionale e riconoscimento da parte delle istituzioni.

Franco Cecconi presidente dell’AISS :”Stefan Ivanović ha fatto il suo dovere fino alle estreme conseguenze. La sua memoria impone a tutti noi – istituzioni, gestori di locali, associazioni di categoria – di riflettere sul valore di chi, ogni notte, garantisce la sicurezza nei luoghi di svago.”

A nome di AISS, ci uniamo al cordoglio della famiglia e rendiamo omaggio a un collega che ha onorato la divisa con il sacrificio supremo.

Per questo motivo abbiamo deciso per sabato 10 gennaio un flashmob nazionale degli operatori della sicurezza per ricordare le vittime di Crans-Montana e l’eroismo di Stefan Ivanović

L’EVENTO: COME PARTECIPARE

Alle ore 21:00 di sabato 10 gennaio, gli operatori della sicurezza di tutta Italia sono invitati a radunarsi in divisa davanti ai principali locali notturni del territorio per:

  • Accendere una candela bianca
  • Osservare 40 secondi di silenzio (uno per ogni vittima)
  • Esporre il cartello: “#IoSonoStefan – La sicurezza non è un costo”
  • Condividere foto e video sui social con l’hashtag #IoSonoStefan

Franco Cecconi

 

CONTATTI PER LA STAMPA

AISS – Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria

Email: segreteria@www.aissitalia.org | Tel: 0632111230

 

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