Un’addetto ai servizi di Vigilanza Privata in servizio presso un negozio della catena Decathlon, aveva perquisito alcuni ragazzi con il sospetto che avessero trafugato della merce dal negozio. La vicenda è stata denunciata dagli stessi ragazzi che hanno raccontato della condotta dell’addetto che fece spogliare nei bagni del negozio i sospettati per perquisirli .

Il Tribunale, informato dei fatti, aveva imputato all’uomo il reato di violenza privata, definitivamente derubricato in usurpazione di una funzione pubblica dalla Corte d’Appello. Il vigilantes si è rivolto quindi alla Corte Suprema per contestare le decisioni emesse nei primi due gradi. Tuttavia, la Cassazione ha rigettato il ricorso; gli ermellini hanno confermato il reato di usurpazione per la gravità dei fatti e in particolare “per le modalità odiose e prevaricatrici della condotta”.

La Cassazione ha ricordato inoltre che il compito di perquisire un individuo spetta esclusivamente alle autorità di pubblica sicurezza.

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Vigilanza privata, è reato di usurpazione perquisire un sospetto