Il fenomeno dell’abusivisimo in Italia è un problema che negli anni ha provocato e provoca tutt’ora danni a chi rispetta le leggi e lavora nella legalità. Nell’ambito di attività di controllo degli esercizi pubblici presenti in città e nella prima periferia, la Polizia di Stato di Como, nello specifico, personale della Divisione di Polizia Amministrativa,  ha accertato e di conseguenza sanzionato un noto locale di Como.

Gli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa hanno organizzato dei controlli all’interno del locale. I poliziotti, confondendosi tra gli avventori, hanno verificato quello che accadeva. Hanno documentato con immagini e video l’ampia partecipazione di pubblico alle serate danzanti organizzate con modalità simili a quelle delle discoteche.

L’ultimo controllo è stato fatto nella serata del 9 giugno. Qui i poliziotti, hanno notato che all’interno del locale, nel corso di un evento musicale, c’erano anche 3 addetti alla sicurezza privi di autorizzazioni.

Terminate le indagini, gli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa hanno sanzionato il titolare dell’esercizio pubblico per “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento”, segnalando gli aspetti amministrativi di competenza al Comune di Como.

Per il titolare e per gli addetti alla sicurezza privi delle autorizzazioni la sanzione amministrativa è di 1666,66 euro.

Abbiamo chiesto, oramai da tempo un’incontro al Ministero dell’Interno al Sottosegretario Nicola Molteni, per affrontare le numerose problematiche che investono il settore, dalle finte associazioni di volontariato che in realtà somministrano personale per la sicurezza degli eventi abusivamente praticando dumping commerciale alle agenzie autorizzate dal TULPS, fino ad arrivare alla confusione che regna in giro per la penisola dove vengono espressamente richiesti Steward Calcistici per la sicurezza degli eventi dimenticandosi che la figura preposta ai controlli è quella dell’Addetto ai Servizi di Controllo.

Lo Stato dovrebbe garantire la possibilità di fare impresa ai titolari di licenza ai sensi dell’art 134 TULPS, ma nei fatti, complici le circolari “allegre” , ci troviamo difronte ad un mercato drogato dalla presenza di “regole” che affiancano nell’offerta dei servizi per gli eventi chi ha titoli e chi non ne ha, parliamo delle associazioni di volontariato che in questi anni hanno creato un mercato parallelo di soggetti dequalificati professionalmente , che “vendono” ad organizzatori di eventi personale privo di qualifiche, senza alcun contratto, con la formula del “rimborso spese”, tradotto evasione fiscale e contributiva. Come possono competere dal punto di vista economico le agenzie autorizzate con questi soggetti ?  Dove è la garanzia del rispetto delle “regole” quando sullo stesso mercato le regole sono più di una ? E sopratutto che garanzie diamo al pubblico che frequenta gli eventi quando il personale che dovrebbe occuparsi della gestione della sicurezza non è composto da professionisti ma da persone gestite da “caporali” senza un contratto, senza qualifiche e senza alcuna abilità specifica?

Non sarebbe più giusto, legale, logico,   favorire un mercato che consente  di poter lavorare  unicamente a chi ha i titoli per operare ed è riconosciuto dalle Prefetture, ed utilizza personale in regola dal punto di vista fiscale e contributivo e autorizzativo?

 

Franco Cecconi

Presidente AISS

 

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