covid-19

Pronti a scendere in piazza per difendere il lavoro

Siamo pronti a scendere in piazza per difendere il nostro diritto a lavorare, questa la dichiarazione del presidente dell’AISS Franco Cecconi dopo aver appreso che il Governo intenderebbe portare avanti la proposta #rubalavoro affidando a personale impreparato i compiti che sarebbero dovuti spettare agli addetti ai servizi di controllo e agli steward. Oltre 300.000 operatori preparati già impiegati su disposizione del capo dellla Polizia Prefetto Gabrielli nella gestione delle manifestazioni di piazza nei concerti e nelle sagre. Abbiamo oltre 5000 agenzie autorizzate ai sensi del 134 TULPS ferme che continuano a pagare le fideiussioni bancarie per poter esistere, e il Ministero dell’Interno, nonostante le nostre sollecitazioni non ha ancora pensato a convocare le parti sociali in rappresentanza del settore . AISS , in questi mesi si è fatta promotrice di numerose iniziative e proposte per cercare di rendere nota al legislatore la situazione disastrosa in cui giacciono dipendenti e agenzie di sicurezza legate al mondo dell’eventistica, attualmente ferma a causa del COVID19.

Pensare di non dare risposta a queste donne e questi uomini che si occupano professionalmente della gestione dei flussi , è una posizione davvero singolare che ci lascia basiti, aggiunge Cecconi, continuiamo a a sperare che qualcuno nel Governo si accorga di noi.

Siamo pronti, conclude Cecconi , a scendere in piazza se il Governo porterà avanti questa proposta inutile ed iniqua, destinata solo a produrre spreco di denaro pubblico,

Guardie civiche al posto di professionisti della sicurezza? No grazie

25 maggio 2020

Ha fatto molto discutere la proposta del Governo di reclutare 60.000 Guardie Civiche tra i percettori del reddito di cittadinanza per affidare servizi di social distancing. Sì, proprio quei servizi che hanno “salvato” il comparto sicurezza privata, ma soprattutto il paese stesso, in un momento di incredibile difficoltà. Per fortuna AISS -Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria – assicura che la proposta è stata abortita. Resta però essenziale mettere in piedi un tavolo di discussione serio con chi realmente conosce il mestiere.
Franco Cecconi, Presidente AISS,  esprime soddisfazione per il blocco di un provvedimento che avrebbe sancito la chiusura di centinaia di aziende in possesso di licenza di polizia ai sensi dell’art 134 TULPS e il proseguo della disoccupazione di migliaia di addetti ai servizi di controllo e di steward.

“Da domani – si legge in una nota AISS – chiediamo al Governo un tavolo finalizzato a trovare una soluzione operativa condivisa. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è l’improvvisazione.
Il paese dispone di personale necessario a condurre tale tipo di attività: personale formato, dal profilo morale verificato dalle Prefetture. Parliamo di quelle donne e quegli uomini già individuati dal Capo della Polizia, il Prefetto Gabrielli, per gestire le piazze durante gli eventi e i concerti. Parliamo degli addetti ai servizi di controllo, parliamo degli steward che operano negli stadi, tutti attualmente fermi. Parliamo di dipendenti di società in possesso di una licenza di polizia ai sensi dell’art 134 del TULPS. Un settore che opera in regola e vicino allo stato, e che tuttavia è stato abbandonato dalle istituzioni”.

Si rammenta che il settore della sicurezza privata in Italia produce centinaia di milioni di euro ed altrettanti ne deposita nelle casse dello stato, con i suoi circa 250.000 operatori e oltre 5000 aziende. Il comparto è paralizzato dal coronavirus: AISS chiede un immediato incontro con il Governo per discutere della situazione.

Guardie civiche al posto di professionisti della sicurezza? No grazie

Servizi di Sicurezza connessi alla Fase 2 dell’emergenza epidemiologica da COVID – 19.

Roma 7 maggio 2020

Abbiamo inviato a tutte le Prefetture Italiane la nostra circolare  “”Servizi di Sicurezza connessi alla Fase 2 dell’emergenza epidemiologica da COVID – 19.”

Qui trovate la circolare inviata dalla Prefettura di Sondrio contenente le nostre osservazioni

Scarica la circolare completa in formato pdf

 

Servizi di Sicurezza connessi alla Fase 2 dell’emergenza epidemiologica da COVID – 19.

L’avvio della fase di superamento della situazione di lock down, provocata dalla diffusione pandemica del COVID-19, pone una serie di questioni di carattere economico, sociale, organizzativo estremamente complesse e nuove rispetto alla situazione “ante pandemia”.

Per la parte di competenza di questa Associazione, va premesso che le misure adottate per contrastare la diffusione pandemica hanno imposto un “blocco” pressoché totale alle imprese operanti nel settore dei locali di pubblico spettacolo e trattenimento, come anche ad Eventi e Concerti (tralasciando in questa sede la questione “STADI”), e di conseguenza, alle imprese che attengono a tale settore, come quelle che forniscono gli addetti ai servizi di controllo. 

Questa situazione impone ai nostri associati, da un lato, di valutare forme di riconversione compatibili con il nuovo scenario di riferimento, dall’altro, di difendere la propria area di operatività da inopportune, quando non indebite, invasioni di campo.

Ci si riferisce qui a tutte quelle attività serventi rispetto al nuovo modello organizzativo di buona parte della vita di relazione, improntato, in primis, al distanziamento sociale che, dagli esercizi commerciali, ai mercati rionali, agli stabilimenti balneari, fino ai servizi di trasporto pubblico, ben può essere garantito mediante l’impiego di personale specializzato, quale appunto gli addetti ai servizi di controllo ex D.M. 6 ottobre 2009.

Purtroppo, però, da più parti già si sentono voci che invocano, quando non danno per scontato, l’intervento dei volontari della Protezione Civile (definizione, peraltro, sotto la quale surrettiziamente spesso si celano soggetti privi di qualsivoglia legittimazione oltre che, sovente, di scrupoli). 

Quello che ci preme innanzitutto evitare è che si possa reiterare la situazione che abbiamo vissuto tre anni orsono quando una serie di direttive ministeriali (23.5/7.6/19.6/2.8.2017), anche in contrapposizione l’una all’altra, hanno determinato una pericolosa commistione tra attività che nel vigente ordinamento sono regolamentate da diverse disposizioni di legge e attengono a fattispecie diverse, con il conseguente scadimento della qualità dei servizi di controllo, disimpegnati da personale privo delle necessarie qualificazioni.

Pertanto, considerato che alcuni dei soggetti interessati (società di trasporto, supermercati, ecc.) hanno già intrapreso autonomamente iniziative per il rispetto delle misure di distanziamento sociale che permangono, se non aumentano, in questa fase, l’A.I.S.S. propone di mettere a sistema e integrare tali iniziative, prendendo a riferimento quanto previsto dal decreto Legge 20 febbraio 2017 n.14, al fine di promuovere la sicurezza integrata, che rimette l’attuazione degli interventi ad un sistema pattizio che coinvolga – a diversi livelli – tutti i soggetti interessati.

In quest’ottica si propone la stipula di un protocollo che coinvolga Amministrazioni comunali, aziende pubbliche e private, società che forniscono addetti ai servizi di controllo, autorizzate ai sensi dell’Art. 134 T.U.L.P.S., finalizzato ad assicurare  una presenza di supporto all’ “utenza” presso, a titolo di esempio, gli esercizi della grande distribuzione, i terminal del trasporto pubblico locale, i parchi e le aree verdi, i mercati rionali, gli stabilimenti balneari.

In tal modo si garantirebbe la presenza di professionisti, in possesso di una regolare autorizzazione di polizia (e quindi di stringenti requisiti soggettivi) e delle necessarie attitudini e competenze e nel pieno rispetto di tariffe che assicurino il giusto ristoro per il lavoro erogato, evitando forme, surrettizie, di lavoro nero o di evasione, stante anche il grave momento di crisi che ha investito le aziende del settore.

La ripresa è un cammino difficile che necessita di legalità, trasparenza e competenza. Per questo motivo, appellandoci all’alta funzione dell’Autorità di p.s., ribadita dalla  circolare del 14 aprile scorso del Ministero dell’Interno, l’AISS chiede ai Prefetti di realizzare con la massima urgenza un momento di confronto con le Parti interessate.

 

Franco Cecconi lancia gli “Stati generali dell’event industry italiana”.

L’idea nata all’indomani dell’inizio della pandemia.

Franco Cecconi lancia gli “Stati generali dell’event industry italiana”.
In considerazione della drammatica situazione causata dalla pandemia covid19, Franco Cecconi, presidente dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, lancia l’idea della convocazione degli “Stati generali dell’Event Industry Italiana”.
“Il mondo degli eventi e dell’intrattenimento è composto di decine e decine di professionalità non sempre rappresentate e non tenute in considerazione nelle complesse e non esaustive misure poste in essere dal Governo.
La fase 2 annunciata non offre nessuna sicurezza immediata ne in prospettiva, a questo ampissimo settore,
occorre  una proposta da sottoporre al governo per superare la crisi e rilanciare un’industria che ha reso l’italia così autorevole anche in questo variegato settore.
Occorre un’iniziativa corale che sappia condensare intorno ad un’unica proposta, frutto dell’esperienza di chi lavora nel settore, per questo motivo mi sono fatto promotore come AISS di lanciare l’iniziativa “Stati generali dell’Event Industry Italiana”.
Il mondo de’intrattenimento è composto di molte realtà, dagli eventi sportivi, alle fiorenti economie nel mondo degli eventi musicali, fieristici e culturali che negli anni, grazie alle iniziative di piccole e medie imprese, hanno dato lustro all’italia nel mondo sapendo presentare al meglio cultura, moda svago e tecnologia.
Un mondo ricco di professionalità ora gravemente colpite che necessitano di interventi mirati ed immediati, oltre che di un piano di rilancio che sappia garantire la sopravvivenza delle eccellenze italiane.” dichiara Franco Cecconi.
“Ho inviato ai rappresentanti del mondo degli eventi e dell’intrattenimento nella sua accezione più ampia, una lettera per convocare tutti intorno ad un tavolo virtuale, per elaborare delle proposte operative da sottoporre al legislatore, non è il tempo di iniziative di singoli o di interessi di parte , il mondo degli eventi e dell’intrattenimento necessita di maggiore attenzione, ed è arrivato il momento che tutti gli operatori del settore abbiano consapevolezza che solo una proposta unitaria potrà servire al legislatore per individuare modi e forme per rilanciare questa preziosa macchina che porta ogni anno milioni di euro nelle casse dello stato e che consente a centinaia di migliaia di lavoratori di confortare dignitosamente le proprie economie“ conclude Franco Cecconi.