Migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, aumentare l’occupazione, soprattutto giovanile, sostenere le famiglie in difficoltà

Area Giuridica News

Le drammatiche condizioni del mercato del lavoro non sono semplicemente l’effetto delle dinamiche macroeconomiche, ma sono esse stesse causa della prosecuzione della crisi. Famiglie e imprese vivono una condizione di fortissima incertezza, cosicché anche chi non è stato direttamente colpito dalle difficoltà del momento presente tende ad aumentare il risparmio precauzionale o rinvia piani di investimento, aggravando la crisi e rinviando la ripresa. Ed è proprio questo circolo vizioso che va spezzato.
L’allegato che segue è una guida alla lettura della norma e illustra i principali contenuti del decreto-legge n.76 del 28giugno scorso Naturalmente, gli effetti degli interventi stessi dipenderanno da diversi fattori, specialmente dal profilo del ciclo economico nei prossimi mesi.
Le previsioni del Governo e dei principali istituti di ricerca, nonché l’andamento dell’indicatore anticipatore dell’OCSE, collocano nell’autunno la ripresa del prodotto interno lordo, ma questa non appare sufficientemente robusta per assorbire in tempi brevi la disoccupazione, la sottoccupazione e l’inattività che la debolezza strutturale dell’economia italiana degli ultimi venti anni e la crisi dell’ultimo quinquennio hanno generato. Ecco perché il decreto legge e le modifiche previste a provvedimenti già all’esame del Parlamento puntano ad aumentare il contenuto occupazionale della ripresa, a ridurre l’inattività e migliorare l’occupabilità dei giovani e a fronteggiare il disagio sociale, soprattutto nel Mezzogiorno, dove il fenomeno è più acuto. Gli interventi si sviluppano lungo cinque assi principali:
– accelerare la creazione di posti di lavoro, a tempo determinato e indeterminato, soprattutto per giovani e disoccupati di tutte le età;
– anticipare la “Garanzia Giovani”, per creare nuove opportunità di lavoro e di formazione per i giovani, ridurre l’inattività e la disoccupazione;
– migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e potenziare le politiche attive;
– aumentare le tutele per imprese e lavoratori;
– intervenire per ridurre la povertà assoluta e accrescere l’inclusione sociale.

In questa prospettiva, gli interventi contenuti nel decreto rappresentano solo il primo passo della strategia del Governo. Un secondo gruppo di interventi verrà definito una volta che le istituzioni europee avranno approvato le regole per l’utilizzo dei fondi strutturali relativi al periodo 2014-2020 e di quelli per la “Garanzia giovani”. Peraltro, entro il prossimo mese di ottobre, ogni Paese dovrà presentare alla Commissione Europea il proprio piano pluriennale per la lotta alla disoccupazione giovanile, anche alla luce della definizione delle risorse del Fondo sociale europeo, e per il miglioramento dei servizi all’impiego, la cui responsabilità è attualmente affidata alle Regioni e alle Province.

CONTENUTI E OBIETTIVI IN SINTESI

 

Obiettivo

Principali misure

Risultati attesi

Interventi atti a stimolare la crescita dell’occupazione e il reimpiego dei disoccupati

• Incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato dei disoccupati beneficiari di ASpI

• Mantenimento dello status di disoccupato sotto un soglia di reddito minimo

• Ritocchi nelle forme contrattuali, in particolare per il lavoro a termine, l’apprendistato, per le collaborazioni e per il lavoro occasionale

• Estensione ai meno giovani dei benefici per la creazione di nuove imprese

Favorire il trend di ripresa che dovrebbe consolidarsi a partire dall’autunno prossimo

Interventi focalizzati sui giovani

• Decontribuzione per assunzioni a tempo indeterminato

• Incentivi per tirocini che consentono l’alternanza studio/lavoro degli universitari

• Incentivi per tirocini formativi nel Mezzogiorno

• Maggiore orientamento degli istituti professionali alle esigenze del mercato del lavoro

• Avvio delle attività per la messa in pratica della “Garanzia Giovani” (Youth Guarantee)

Affrontare il drammatico problema dei NEET, giovani che non lavorano, né sono inseriti in un curriculum scolastico o formativo

Potenziamento delle politiche attive del lavoro

• Banca dati delle politiche attive e passive

• Struttura di missione per le politiche attive presso il Ministero del Lavoro

Favorire un migliore incontro tra domanda e offerta di lavoro in termini di qualifiche e capacità, stimolando così occupazione, produttività e crescita

Maggiori tutele

• Estensione delle tutele per le c.d “dimissioni in bianco”

• Inasprimento sanzioni per contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza

Dare più sicurezza ai lavoratori e ridurre i costi derivanti dal mancato rispetto delle norme

Politiche sociali

• Allargamento della platea della “Carta per l’inclusione sociale”

Diminuire la povertà assoluta e aumentare l’inclusione sociale