Si riparte da Genova

Operatori ed Agenzie della Sicurezza Sussidiaria disarmata si sono riunite a Genova Mercoledì 13 Febbraio, per discutere sulla situazione drammatica in cui versa l’intero settore.
L’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, presente con i propri rappresentanti oltre al Presidente Franco Cecconi il delegato al coordinamento centro-sud Antonio Boccuni, dal delegato Regionale
Liguria Ottavio D’Adrea e dal Rappresentante AISS degli operatori Chicco Santamaria.
La crisi internazionale che ha colpito le famiglie e le aziende Italiane richiederà soluzioni a lungo termine , ma la crisi che ha colpito il nostro settore non trova le sue cause unicamente nella congiuntura sfavorevole a livello internazionale.
Una parte importante delle problematiche che affliggono la nostra categoria sono da individuare nelle penose lacune di una legge incapace di intercettare e regolamentare le effettive esigenze del nostro settore.
Operatori ed Agenzie hanno deciso di percorre insieme la strada per richiedere le modifiche alla legge, modifiche non più prorogabili.
La prima modifica è quella relativa all’attribuzione del Pin (il cartellino) agli operatori, una delle note più dolenti causate dal legislatore.
La lentezza nell’attribuzione del numero prefettizio unita alla discutibile discrezionalità delle autorità a fatto si che ad oggi il numero degli operatori abilitati è inferiore alla domanda del mercato.
Ogni venerdì e sabato sera migliaia di operatori lavorano pur avendone i requisiti, senza aver ottenuto l’abilitazione , per questo motivo chiediamo che la legge preveda di poter iniziare a lavorare dal momento della presentazione della domanda , dopo aver superato positivamente l’esame del corso di formazione ed aver presentato le certificazioni richieste.
Chiediamo inoltre trasparenza sui requisiti richiesti dal Ministero, appare davvero poco utile diniegare l’autorizzazione a seguito di una semplice segnalazione , troppi casi di diniego successivamente rigettati dal TAR a
seguito di successivo ricorso da parte degli Operatori.
La legge deve essere chiara e non lasciar spazio alle discrezionalità.
Richiediamo inoltre il riconoscimento di incaricato di pubblico servizio gia riconosciuto per gli steward che operano negli stadi, per dare finalmente una dignità professionale ad un settore per anni nemmeno considerato dal legislatore.
Si richiede inoltre l’inizio dei controlli amministrativi per porre fine al dilagante abusivismo provocato dalle storture di una legge il cui unico pregio è quello di aver riconosciuto un settore che ha vissuto per decenni nell’ombra.
L’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria la prima ad aver realizzato un CCNL specifico per la categoria si muoverà nelle prossime settimane per sensibilizzare opinione pubblica e le Segreterie di Partito per arrivare in tempi brevi alle modifiche necessarie.

Il Presidente dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria
Franco Cecconi

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