Pirateria Navale si ritira a vita privata il capo storico dei Pirati

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Dopo aver accumulato svariati milioni di dollari grazie ai sequestri di imbarcazioni, uno dei pirati piu’ influenti della Somalia annuncia il suo ritiro dalla scena. “Dopo essere stato nella pirateria per 8 anni – ha dichiarato Mohamed Abdi Hassan, conosciuto col nome di ‘Afweyne’, ‘bocca grande’ – ho deciso di rinunciare e da oggi non saro’ coinvolto in alcuna attivita’ di queste bande”.
L’anno scorso, un report delle Nazioni Unite descrisse Afweyne come uno dei piu’ noti e importanti leader della pirateria somala aggiungendo che il presidente del paese, Sheikh Sharif Sheikh Ahmed gli aveva fornito un passaporto diplomatico per fuggire in Malesia.
Riguardo alla vicenda del passaporto diplomatico il presidente somalo dichiaro’ alle Nazioni Unite che sarebbe stato “un incentivo a smantellare la pirateria”. A distanza di mesi, sembra abbia avuto ragione vista la decisione di Afweyne che pur non avendo fornito i motivi all’origine della sua scelta, ha spiegato di aver convinto diversi suoi ‘ex colleghi’ a fare altrettanto. Afweyne e’ stato coinvolto nel 2008 nel sequestro di una petroliera saudita che gli frutto’ diversi milioni di dollari. Tre milioni invece gli arrivarono dal sequestro, durato 134 giorni, di una nave cargo ucraina che trasportava tank sovietici. L’annuncio di Afweyne arriva in un periodo in cui gli attacchi dei pirati hanno raggiunto il numero piu’ basso negli ultimi tre anni, grazie ai controlli da parte delle navi militari e della sicurezza armata a bordo. La pirateria negli anni scorsi era stata favorita anche dalla situazione politica instabile della Somalia, che negli ultimi mesi ha creato un nuovo governo e fatto grossi progressi nella lotta ai combattenti islamici degli Shabaab. Nonostante l’annuncio, l’Ufficio marittino internazionale ha fatto sapere che “le acque della Somalia restano ad alto rischio” e ha ricordato che ci sono ancora 8 imbarcazioni e 139 ostaggi nelle mani dei pirati somali.

Imbarco guardie armate private in funzione anti-pirateria
La legge che ha previsto la possibilità di imbarcare guardie giurate armate a protezione delle navi mercantili che operano in acque a rischio pirateria è dell’estate 2011 tuttavia mancano ancora i necessari decreti attuativi. Pertanto, come noto, l’unica opzione possibile a disposizione degli armatori di navi di bandiera italiana è l’imbarco dei nuclei militari di protezione della Marina Mercantile. Opzione non sempre praticabile a causa dell’indisponibilità dei paesi rivieraschi di consentire il transito sul loro territorio di forze militari straniere.

Considerata la triste vicenda dei nostri Marò ancora incagliati nella rete giudiziaria Indiana appare difficile in caso di “incidenti” con personale civile far valere i propri diritti, ma si sa che nel caso di privati sarebbe una notizia che cadrebbe nel dimenticatoio…

Il testo del decreto ministeriale  per l’imbarco dei così detti contractor è ormai pressoché definito. L’adozione è quanto mai urgente se si considera che occorrerà poi altro tempo per preparare le guardi giurate ad operare a bordo delle navi attraverso appositi corsi. Occorre peraltro adeguare a livello tecnico la norma primaria per rendere possibile l’imbarco dei contractor.

 

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