Lavorare nella legalità possibile solo grazie alle deroghe

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La legge 94/09 viene a sanare un vuoto legislativo di circa trent’anni, purtroppo però crea una serie di limiti all’operatività delle agenzie, rallentando pesantemente il ciclo produttivo di tali attività; al di la delle miriade di piccoli aggiustamenti che renderebbero fluida e costruttiva l’applicazione della norma, al momento attuale ricopre particolare gravità la lentezza con la quale si arriva al rilascio del numero di iscrizione nell’elenco prefettizio.
È evidente che gli operatori devono corrispondere ad una serie di requisiti ma al momento la legge prevede che possano lavorare solo operatori muniti di tale numero.
Di fatto le prefetture non possono sopportare ne supportare l’iscrizione di una tale quantità di operatori (la stima dell’associazione si aggira intorno ai 100.000 operatori solo per il settore delle discoteche) la conseguenza è che una volta presentata la documentazione relativa ai requisiti, le aziende attendono anche tre o quattro mesi e in alcuni casi limite sette mesi  il responso ufficiale per i loro operatori.
Il risultato è che sia le aziende sia i lavoratori si devono barcamenare nel dilemma se rifiutare il lavoro o lavorare in un illecito causato dalle pieghe della norma.
Scegliendo di lavorare si incorre in denunce che per le aziende possono portare alla sospensione o alla revoca delle licenze rilasciate ai sensi dell’Art. 134 TULPS e per gli operatori all’impossibilità di essere in futuro iscritti negli elenchi prefettizi, per aver in passato commesso una violazione al 134 TULPS.
Inoltre la legge prevede una sanzione da 1500 a 5000 euro (che vede erogare nel minimo edittale un terzo del massimo e cioè una sanzione di 1660 euro) sia all’operatore sia chi lo ha impiegato.
L’alternativa è privare la propria clientela del servizio di controllo, lasciando il mercato all’abbandono e privando le forze dell’ordine di quella sussidiarietà che ha portato alla regolamentazione.

La soluzione al problema sarebbe autorizzare l’impiego degli operatori dopo aver protocollato le liste dei nominativi in prefettura, (più o meno come accade per gli steward) pratica che resterebbe comunque tutt’altro che snella dato che per arrivare alla consegna dei documenti comprovanti l’esistenza dei requisiti trascorrono circa tre mesi tra corso di formazione, relativo esame e raccolta dei documenti.

Aiss nei prossimi giorni presenterà al Ministero degli Interni la propria proposta , anche in considerazione dell’imminente scadenza della deroga (31.12.2012), un’ennesimo contributo dell’Associazione all’intera categoria.